... “Mi rifiuto di qualificare di destra la cultura cui la mia rivoluzione ha dato origine. Cultura di destra, del tutto rispettabile, è quella che fa capo all'Action Francaise. Cultura di destra è quella di cui la gente di Codreanu è fautrice. Cultura di destra è da considerarsi quella alla quale il mio amico inglese Mosley sta lavorando. Ma la cultura fascista, che recupera valori dell'intero Novecento italiano, non è di destra”.

Benito Mussolini
(tratto dai “Taccuini Mussoliniani” di Yvon De Begnac.)

giovedì 5 ottobre 2017

<<....Trasmetterete ai figli e ai nipoti la verità della nostra idea. Quella verità che è stata falsata, svisata, camuffata da troppi cattivi, da troppi malvagi, da troppi venduti e anche da qualche piccola aliquota di illusi...>>
 (dall'intervista al Duce, di Gian Giacomo Gabella)

PREDAPPIO LOCALITA' MONTEMAGGIORE

IL PRIMO INTERVENTO PUBBLICO DI MUSSOLINI 
ALL' ETA DI 17 ANNI


Rivista Gerarchia N°1 dell'Anno Nuovo.


"Sarei grandemente ingenuo se chiedessi di essere lasciato tranquillo dopo morto. Attorno alle tombe dei capi delle grandi trasformazioni che si chiamano rivoluzionari, non ci può essere pace. Ma tutto quello che fu fatto non potrà essere cancellato".

Questa scritta è incisa nel marmo e posta nella cripta 
Mussolini a Predappio.

25 APRILE 1945
E’ il giorno in cui le truppe angloamericane e le truppe loro alleate hanno completato l’ invasione di tutto il territorio italiano. E’ quindi il giorno della capitolazione della Repubblica Sociale Italiana, della fine del Fascismo , e il giorno della resa delle truppe tedesche combattenti in Italia.
Rappresenta anche la fine della guerra con la resa al nemico senza condizioni dopo cinque anni di conflitto, cui fa seguito l’ assassino del Duce , dei Gerarchi fascisti e il ludibrio carnevalesco di Piazzale Loreto. E’ l’inizio del lungo periodo della sanguinosa, inutile e vile mattanza dei fascisti e dei presunti tali, dell’ accettazione passiva del destino dei nostri connazionali vittime della “pulizia etnica slava”, delle verità taciute per anni dai diversi governi succeduti in Italia, del mantenimento di una costante divisione fra italiani, della ridotta sovranità nazionale.
Il 25 Aprile è la “ festa nazionale della liberazione dell’ Italia”

Dal libro “il gruppo esploratore della Divisione San Marco nelle langhe durante la R.S.I.” di Riccardo Lamura


PIAZZALE VENEZIA-DECENNALE MARCIA SU ROMA

DISCORSO DEL VENTENNALE FASCISTA





LE ULTIME ORE DELLA REPUBBLICA SOCIALE ITALIANA




A TUTTI I CADUTI DELLA R.S.I.













TORINO 1939 
un discorso del Duce




IL TESTAMENTO DI MUSSOLINI
"Nessuno che sia un vero Italiano, qualunque sia la sua fede politica, disperi nell'avvenire. Le risorse del nostro popolo sono immense. Se saprà trovare un punto di saldatura, recupererà la sua forza prima ancora di qualche vincitore. Per questo punto di fusione io darei la vita anche ora, spontaneamente, qualunque sia purché improntata a vero spirito italiano. Dopo la sconfitta io sarò coperto furiosamente di sputi, ma poi verranno a mondarmi con venerazione. Allora sorriderò, perché il mio popolo sarà in pace con se stesso. Il lavoratore che assolve il dovere sociale senz'altra speranza che un pezzo di pane e la salute della propria famiglia, ripete ogni giorno un atto di eroismo. La gente che lavora è infinitamente superiore a tutti i falsi profeti che pretendono di rappresentarla. I quali profeti hanno buon gioco per l'insensibilità di chi avrebbe il sacrosanto dovere di provvedere.
Per questo sono stato e sono socialista!
L'accusa di incoerenza non ha fondamento. La mia condotta è sempre stata rettilinea nel senso di guardare alla sostanza delle cose e non alla forma. Mi sono adattato socialisticamente alla realtà. Man mano che l'evoluzione della società smentiva molte delle profezie di Marx, il vero socialismo ripiegava dal possibile al probabile. L'unico socialismo attuabile socialisticamente è il corporativismo, punto di confluenza, di equilibrio e di giustizia degli interessi rispetto all'interesse collettivo. La politica è un'arte difficilissima tra le difficili perché lavora la materia inafferrabile, più oscillante, più incerta. La politica lavora sullo spirito degli uomini, che è un'entità assai difficile a definirsi, perché è mutevole.
Mutevolissimo è lo spirito degli italiani. Quando io non sarò più, sono sicuro che gli storici e gli psicologi si chiederanno come un uomo abbia potuto trascinarsi dietro per vent'anni un popolo come l'italiano. Se non avessi fatto altro basterebbe questo capolavoro per non essere seppellito nell'oblio. Altri forse potrà dominare col ferro e col fuoco, non col consenso come ho fatto io. La mia dittatura è stata assai più lieve che non certe democrazie in cui imperano le plutocrazie. Il Fascismo ha avuto più morti dei suoi avversari e il 25 Luglio al confino non c'erano più di trenta persone. Quando si scrive che noi siamo la guardia bianca della borghesia, si afferma la più spudorata delle menzogne. Io ho difeso, e lo affermo con piena coscienza, il progresso dei lavoratori. Tra le cause principali del tracollo del Fascismo io pongo la lotta sorda ed implacabile di 
taluni gruppi industriali e finanziari, che nel loro folle egoismo temevano ed odiano il fascismo come il peggior nemico dei loro inumani interessi. Devo dire, per ragioni di giustizia che, il capitale italiano, quello legittimo, che si regge con la capacità delle sue imprese, ha sempre compreso le esigenze sociali, anche quando doveva allungare il collo per far fronte ai nuovi patti di lavoro.
L'umile gente del lavoro mi ha sempre amato e mi ama ancora. Tutti i dittatori hanno fatto strage dei loro nemici. Io sono il solo passivo; tremila morti contro qualche centinaio. Credo di aver nobilitato la dittatura. Forse l'ho svirilizzata, ma le ho strappato gli strumenti di tortura.
Stalin è seduto sopra una montagna di ossa umane. E' male? Io non mi pento di aver fatto tutto il bene che ho potuto anche agli avversari, anche ai nemici, che complottavano contro la mia vita, sia con l'inviare loro dei sussidi che per la frequenza diventavano degli stipendi, sia strappandoli alla morte.
Ma se domani togliessero la vita ai miei uomini, quale responsabilità avrei assunto salvandoli? Stalin è in piedi e vince, io cado e perdo. La storia si occupa solamente dei vincitori e del volume delle loro conquiste ed il trionfo giustifica tutto. La rivoluzione francese è considerata per i suoi risultati, mentre i ghigliottinati sono confinati nella cronaca nera.
Vent'anni di Fascismo nessuno potrà cancellarli dalla storia d'Italia. Non ho nessuna illusione sul mio destino. Non mi processeranno, perché sanno che da accusato diverrei pubblico accusatore. Probabilmente mi uccideranno e poi diranno che mi sono suicidato, vinto dai rimorsi. Chi teme la morte non è mai vissuto, ed io sono vissuto anche troppo. La vita non è che un tratto di congiunzione tra due eternità: il passato ed il futuro.
Finché la mia stella brillò, io bastavo per tutti; ora che si spegne, tutti non basterebbero per me. Io andrò dove il destino mi vorrà, perché ho fatto quello che il destino mi dettò.
I fascisti che rimarranno fedeli ai principi, dovranno essere dei cittadini esemplari. Essi dovranno rispettare le leggi che il popolo vorrà darsi e cooperare lealmente con le autorità legittimamente costituite per aiutarle a rimarginare, nel più breve tempo possibile, le ferite della Patria.
Chi agisce diversamente dimostrerebbe di ritenere la Patria non più Patria quando si è chiamati a servirla dal basso. I fascisti, insomma, dovranno agire per sentimento, non per risentimento. Dal loro contegno dipenderà una più sollecita revisione storica del Fascismo,
perché adesso è notte, ma poi verrà il giorno " .


ISTITUZIONE DEL SABATO FASCISTA
PUBBLICATO NELLA GAZZETTA UFFICIALE N.148 DEL 26 GIUGNO 1935
R.D.L. 20 GIUGNO 1935, n. 1010 (GU n. 148 del 26/06/1935)
VITTORIO EMANUELE III
PER GRAZIA DI DIO E PER VOLONTÀ DELLA NAZIONE
RE D'ITALIA
VISTO L'ART. 3, N. 2, DELLA LEGGE 31 GENNAIO 1926-IV, N. 100;
VISTE LE PROPOSTE DEL SEGRETARIO DEL PARTITO NAZIONALE FASCISTA;
RITENUTA L'URGENZA E LA NECESSITÀ DI PROVVEDERE;
SENTITO IL CONSIGLIO DEI MINISTRI;
SULLA PROPOSTA DEL CAPO DEL GOVERNO PRIMO MINISTRO SEGRETARIO DI STATO;
ABBIAMO DECRETATO E DECRETIAMO:
ART. 1.
L'ORARIO NORMALE DI UFFICIO DEGLI IMPIEGATI CIVILI E QUELLO DI LAVORO DEI SALARIATI DELLO STATO HA TERMINE NEI GIORNI DI SABATO NON OLTRE LE ORE 13.
SONO FATTI SALVI I CASI DI SERVIZI SPECIALI PEI QUALI CON DISPOSIZIONE DEL MINISTRO, SENTITO IL SEGRETARIO DEL PARTITO NAZIONALE FASCISTA, SIA DIVERSAMENTE STABILITO.
LA RIDUZIONE DELL'ORARIO DI UFFICIO E DI LAVORO NEL POMERIGGIO DI SABATO SARÀ RICUPERATA, SENZA FAR LUOGO A MAGGIORAZIONE DI STIPENDIO O DI SALARIO, CON L'AUMENTO DELL'ORARIO DI UFFICIO O DI LAVORO, FATTA SALVA PEI SALARIATI LA LIMITAZIONE NORMALE MASSIMA DELLE QUARANTOTTO ORE SETTIMANALI.
NULLA È INNOVATO ALLE DISPOSIZIONI RELATIVE AI GIORNI FESTIVI.
ART. 2.
LA DISPOSIZIONE DEL PRECEDENTE ARTICOLO È APPLICABILE ANCHE AGLI ISTITUTI SCOLASTICI PUBBLICI E PRIVATI DI QUALSIASI ORDINE E GRADO NONCHÉ AL PERSONALE DELLE AMMINISTRAZIONI, ISTITUTI ED ENTI ELENCATI NELL'ART. 2 DEL R. DECRETO-LEGGE 1 GIUGNO 1933-XI, N. 641, CONVERTITO NELLA LEGGE 21 DICEMBRE 1933-XII, N. 1808.
ART. 3.
FERME RESTANDO LE DISPOSIZIONI DELLA LEGGE 22 FEBBRAIO 1934-XII, N. 370, IL LAVORO DEL PERSONALE NON CONSIDERATO DAI PRECEDENTI ARTICOLI CHE PRESTA LA PROPRIA OPERA ALLA DIPENDENZA ALTRUI HA TERMINE NEI GIORNI DI SABATO NON OLTRE LE ORE 13, SALVE LE ECCEZIONI CHE SARANNO STABILITE MEDIANTE CONTRATTI COLLETTIVI DI LAVORO DA APPROVARSI NELLE FORME DI LEGGE, SENTITO IL SEGRETARIO DEL PARTITO NAZIONALE FASCISTA.
IN TALI CASI SARANNO STABILITI PER I PRESTATORI D'OPERA TURNI CHE CONSENTANO LA DISPONIBILITÀ DI ALMENO 24 POMERIGGI DI SABATO OGNI ANNO SOLARE, OPPORTUNAMENTE RIPARTITI NELLE DIVERSE STAGIONI.
AI MINORI DEGLI ANNI 21, PERÒ DOVRÀ ESSERE SEMPRE LASCIATO LIBERO IL POMERIGGIO DI SABATO.
LE ORE DI LAVORO NON COMPIUTE NEL POMERIGGIO DI SABATO POTRANNO ESSERE RICUPERATE IN ALTRI GIORNI LAVORATIVI SENZA FAR LUOGO A MAGGIORAZIONI DI STIPENDIO O DI SALARIO.
ART. 4.
IL PREFETTO, PER SUPERIORI ESIGENZE DI INTERESSE GENERALE D'INTESA CON IL SEGRETARIO FEDERALE, PUÒ SOSPENDERE L'APPLICAZIONE DELLA DISPOSIZIONE DI CUI AL PRECEDENTE ARTICOLO, SPECIFICANDO, NEL RELATIVO DECRETO DA EMANARSI SENTITO IL COMPETENTE ISPETTORATO CORPORATIVO, IL PERIODO DI TEMPO, GLI UFFICI, LE ZONE, LE AZIENDE OD I RAMI DI ATTIVITÀ, AI QUALI LA SOSPENSIONE DI RIFERISCE.
ART. 5.
LE ORE POMERIDIANE DI SABATO SONO DESTINATE ALLE ATTIVITÀ DI CARATTERE ADDESTRATIVO PREVALENTEMENTE PREMILITARE E POST-MILITARE, COME AD ALTRE DI CARATTERE POLITICO, PROFESSIONALE CULTURALE E SPORTIVO.
ALL'UOPO IL PERSONALE LASCIATO LIBERO IN APPLICAZIONE DELLE NORME DEL PRESENTE DECRETO DOVRÀ METTERSI A DISPOSIZIONE DELLE RISPETTIVE ORGANIZZAZIONI DEL REGIME PER LE ATTIVITÀ CHE IL SEGRETARIO FEDERALE, SENTITI LE AUTORITÀ ED I DIRIGENTI RESPONSABILI, PREORDINERÀ TENENDO CONTO PARTICOLARMENTE DELLE ESIGENZE DELLA ISTRUZIONE PREMILITARE E POST-MILITARE.
NELLA DOMENICA POTRANNO INDIRSI DI REGOLA SOLTANTO MANIFESTAZIONI CULTURALI, SPORTIVE E RICREATIVE, SALVO SPECIALI CIRCOSTANZE IN RICORRENZE CELEBRATIVE, PERIODI CONTINUATIVI DI ISTRUZIONI PER I CAMPI D'ARMI, MANOVRE E ALTRE ATTIVITÀ DI NATURA SIMILE.
ALMENO UNA DOMENICA AL MESE DOVRÀ ESSERE LASCIATA COMPLETAMENTE LIBERA.
ART. 6.
IL DATORE DI LAVORO CHE CONTRAVVENGA ALLE DISPOSIZIONI CIRCA LA CESSAZIONE DEL LAVORO NEL POMERIGGIO DEL SABATO È PUNITO CON L'AMMENDA SINO A L. 10 PER OGNI PERSONA OCCUPATA NEL LAVORO AL QUALE LA CONTRAVVENZIONE SI RIFERISCE.
L'AMMENDA IN OGNI CASO NON PUÒ MAI ESSERE INFERIORE A L. 20.
ART. 7.
I SINGOLI MINISTRI SONO AUTORIZZATI AD EMANARE, SENTITO QUELLO PER LE FINANZE E IL SEGRETARIO DEL PARTITO NAZIONALE FASCISTA, LE NORME DI ATTUAZIONE DEL PRESENTE DECRETO PER IL PERSONALE NONCHÉ PER GLI ISTITUTI ED ENTI DIPENDENTI O SOGGETTI ALLA PROPRIA VIGILANZA E AD INTEGRARE E COORDINARE, SENTITO IL CONSIGLIO DI STATO, LE DISPOSIZIONI VIGENTI CON QUELLE DEL PRESENTE DECRETO.
PER I PRESTATORI D'OPERA, CUI SI APPLICANO LE DISPOSIZIONI SULLA DISCIPLINA GIURIDICA DEI RAPPORTI COLLETTIVI DI LAVORO, LE MODALITÀ DI ATTUAZIONE DEL PRESENTE DECRETO SARANNO STABILITE NEI SINGOLI CONTRATTI COLLETTIVI DI LAVORO O NORME OD ACCORDI CORPORATIVI.
ART. 8.
SONO ABROGATE TUTTE LE DISPOSIZIONI CONTRARIE A QUELLE DEL PRESENTE DECRETO.
ART. 9.
IL PRESENTE DECRETO, CHE ENTRERÀ IN VIGORE COL PRIMO GIORNO DEL MESE SUCCESSIVO A QUELLO DELLA SUA PUBBLICAZIONE NELLA GAZZETTA UFFICIALE DEL REGNO, SARÀ PRESENTATO AL PARLAMENTO PER LA CONVERSIONE IN LEGGE; IL CAPO DEL GOVERNO PROPONENTE È AUTORIZZATO ALLA PRESENTAZIONE DEL RELATIVO DISEGNO DI LEGGE.
ORDINIAMO CHE IL PRESENTE DECRETO, MUNITO DEL SIGILLO DELLO STATO, SIA INSERTO NELLA RACCOLTA UFFICIALE DELLE LEGGI E DEI DECRETI DEL REGNO D'ITALIA, MANDANDO A CHIUNQUE SPETTI DI OSSERVARLO E DI FARLO OSSERVARE.
DATO A SAN ROSSORE, ADDÌ 20 GIUGNO 1935
VITTORIO EMANUELE
MUSSOLINI.
VISTO, IL GUARDASIGILLI: SOLMI.
REGISTRATO ALLA CORTE DEI CONTI, ADDÌ 25 GIUGNO 1935
ATTI DEL GOVERNO, REGISTRO 361, FOGLIO 156. - MANCINI.
Testo manoscritto ritrovato tra i documenti di una vecchia azienda agricola dove vengono riportati i primi 5 articoli, quelli che interessavano più da vicino i lavoratori.
In fondo è siglato dalla Confederazione Fascista Lacoratori dell'Agricoltura e dalla Confenderazione Fascista Degli Agricoltori.
arsmilitaris

Mussolini sorridente  visita e conforta i feriti della battaglia 
sulle Alpi (Fronte occidentale)



“IL SOLO PENSIERO DI UNA FAMIGLIA SENZA IL NECESSARIO PER VIVERE, MI DÀ UN’ACUTA SOFFERENZA FISICA…IO SO, PER AVERLO PROVATO, COSA VUOL DIRE LA CASA DESERTA E IL DESCO NUDO”
(discorso di Torino 23 ottobre 1932)